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Monte Etna, le due facce di temibile dominatore e fertile culla per la coltivazione di bontà

Monte Etna, le due facce di temibile dominatore e fertile culla per la coltivazione di bontà

Il Monte Etna, al centro di storie e miti fantastici

Nel corso di una storia millenaria, che affonda le sue radici ben prima dell’avvento di famiglie nobili e aristocratiche, il Monte Etna ‘A Muntagna per gli abitanti della provincia di Catania – è stato al centro di storie e miti fantastici che hanno influenzato parecchio la cultura siciliana.

Elemento naturalistico imprescindibile dell’Isola, il Vulcano ha sempre fatto sentire la sua presenza e ispirato la creazione di novelle e canzoni da parte del ceto borghese Ottocentesco. Le famiglie nobiliari lo ammiravano, temendo eventi catastrofici come l’eruzione che nel 1669 rischiò addirittura di danneggiare Castello Ursino, durante il regno di Viceré Carlo II di Sicilia, mentre i ceti borghesi o contadini traevano da esso sostentamento alimentare ed economico.

Il Monte Etna, fonte di inesauribile ricchezza

Le proprietà fertili del terreno vulcanico antistante l’Etna sono state da sempre fonte di inesauribile ricchezza: il territorio della piana di Catania, ovvero le distese brulle e montane dei Paesi ad alta quota, hanno da sempre dispensato frutti che facevano la figura di Re sulla tavola delle famiglie aristocratiche e borghesi dell’epoca. Questi ultimi, grandi estimatori delle arance di Sicilia – valore inestimabile per la Regione e ingrediente principe di varie preparazioni pasticcere di qualità – ormai autoctone su tutto il territorio, cominciarono addirittura a impiantare in maniera autonoma specie e varietà.

I frutti dell’Etna, l’ingrediente principale della creazione di dolci

Il caso emblematico è quello dei fragoleti di Maletto. La cittadina nordorientale etnea, infatti, fu nel 1780 mira del Duca di Nelson, il quale decise di comprare diverse estensioni di terreno e coltivare la fragola, irrigandola con le numerose falde acquifere presenti. Nello stesso periodo, i frati del convento di San Nicola a Nicolosi cominciavano a coltivare le Mele Cola, varietà presente unicamente in Sicilia molto richieste dalla borghesia emergente.

In un certo senso, le coltivazioni e i prodotti dell’Etna erano, per tutti, dei veri e propri tesori molto simili alle ricchezze economiche possedute dai ceti più facoltosi. Oggi, la società è cambiata ma la cura per i prodotti tipici della terra e i profumi di Sicilia è rimasta e i frutti dell’Etna, oro comune dei siciliani, sono l’ingrediente principale della creazione di dolci dai profumi e dai sapori unici.

È da questa consapevolezza che nascono le nostre dolci primizie, come ad esempio la frutta Martorana dei Viceré – secolare pasta reale siciliana creata con mandorle, zucchero e miele – che riproduce la forma dei frutti dell’Etna per soddisfare i palati più nobili ed esigenti.

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